Parte 3 – il primo incontro..

Come oramai di consueto nella tenuta estiva di casa -|-, vi era in atto uno sfarzoso ricevimento. Chiamarla tenuta estiva era alquanto riduttivo, un’immensa reggia situata al centro di giardini immensi circondati da una leggera boscaglia, vi si accedeva da un imponente cancello nero situato un paio di chilometri più a sud. La sobrietà non era mai stata il pezzo forte di quella famiglia, ciò li rendeva molto ricercati dalla vita mondana.

Seppur con malavoglia, non voleva arrecare dispiaceri alla sua famiglia molto amica del padrone di casa, Fabrizio si trovava li, chiaccherando amabilmente con le nobildonne presenti, vestite con abiti sfarzosi, belle da togliere il fiato. Era da sempre stato un viaggiatore e le sue avventure incantavano i presenti, lui dolce e gentile si sentiva quasi in imbarazzo quando era messo al centro dell’attenzione e non vedeva l’ora che la messinscena finisse.

Poteva sentire l’approvazione dei genitori mentre si intratteneva con alcuni degli invitati, li amava immensamente ma capiva la loro ristrettezza mentale,  non vedevano l’ora di organizzargli il matrimonio, forse con una delle bellissime nobildonne qui presenti, di vederlo sistemato a vivere una vita mediocre, forse senza amore, è vero, ma pur sempre una vita stabile che gli avrebbe permesso di continuare la discendenza.

Chissà come sarebbe se la metà delle persone qui presenti provasse a uscire dagli schemi, se iniziassero a vivere davvero togliendosi quelle maschere a cui tanto tengono.. se come fece lui molti anni prima si imbarcassero su una nave pronti a scoprire il resto del mondo..

Perso nelle sue memorie, distolse lo sguardo e la mente per un secondo.. Poi la vide, lontana dalla festa, seduta su una panchina di pietra, sembrava stesse scrivendo in un diario, ma in quel momento aveva lo sguardo puntato verso il cielo, un dolce sorriso le illuminava il volto. Vestita di un semplice abito bianco che le fasciava il corpo, lunghi capelli scuri, un pò arruffati.. se ne stava li, seduta, persa in chissà quali fantasie

Ne rimase affascinato, chi poteva mai essere, desiderava solo avvicinarsi a lei, conoscerla, mentre era li in piedi, a poche centinaia di passi da lei, come impietrito. Come se avesse sentito lo sguardo di lui puntato su di lei, alzò lo sguardo improvvisamente.

Grandi occhi verdi lo incatenarono per l’eternità di un attimo, c’era pura magia intorno a lei, occhi curiosi, forse un pò tristi e malinconici, occhi da sognatrice. Rimasero li cosi, a guardarsi..

Un gruppo di persone lo strappo via dallo sguardo di lei parandosi di fronte a lui, parlando di cose che non stava ascoltando, desideroso solo di riannegare  in quegli occhi. Esasperato allungò il collo e come in un sogno lei era svanita, lasciando la panchina vuota, un profondo senso di tristezza di impossessò di lui..

I festeggiamenti continuarono fino a sera, danze spettacolari, di una noia mortali, mentre in lui qualcosa era cambiato, era irrequieto.. della fanciulla nessuna traccia.

Si trovava con la sua famiglia seduto intorno a una grande tavola rotonda, con drappi rossi che toccavano il prato, mentre una leggera brezza iniziava a salire, con una scusa si allontanò, aveva bisogno di tempo per conto suo, si raccontò, mentre lo sguardo guizzava a destra e a manca…

Si avvicinò alla panchina e vi scorse una piuma d’oca usata per scrivere, sorrise tra se e se, allora non era stato un sogno.. continuò a camminare, fino all’entrata di un piccolo parco, forse usato in passato dai figli del padrone di casa per giocare, percorse un sentiero costeggiato da un piccolo laghetto poco curato, strano pensò, considerando la perfezione di ogni altro cosa vista fino adesso.. attraversò una piccola grotta di pietra, continuando a camminare sul sentiero che svoltava verso destra, in mezzo agli alberi vi si potevano scorgere piccole statue messe in posizioni giocose, non troppo tradizionali, gli piacevano molto, pensò Fabrizio….

…. Posto in mezzo al prato c’era un lampione che illuminava una piccola altalena, dove lei si dondolava dolcemente, ridendo piano.. Quel suono gli rapì il cuore, ancora una volta l’aveva trovata, che fosse il destino? Forse la pensarono in egual modo, mentre lei si fermava guardandolo ancora una volta, incuriosita.. Lui gli fece un timido sorriso, mentre si avvicinava lentamente, non avrebbe mai voluto spaventarla solo… conoscerla.

Era incantevole nella sua semplicità, tanto bambina quanto donna, tanto dolce quanto fiera. Chi era?

Ormai a pochi passi da lei, le pose timidamente la piuma d’oca trovata poco prima, “credo che questa sia tua..” disse Fabrizio.

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