Parte 4 – Il lago di Elfinder

Cavalcava in groppa al suo destriero, Feriadrol, sempre più veloce, sembrava volassero insieme, gli zoccoli che a malapena sfioravano il prato mosso da una brezza leggera, stavano costeggiando il grande lago di Elfinder, stando bene attenti a non farsi ammaliare dalle sue meraviglie, si dice che chi ne assaggiò le acque  non riuscì più a pensare a nient’altro, tanto ardente era il desiderio, che in molti annegarono per la loro ingordigia.

Guardava il suo riflesso che passava veloce sullo specchio d’acqua, non sembravano neanche più loro, sembrava che i due esseri che stava guardando fossero animati di vita propria, c’era qualcosa di sbagliato in tutto questo, non eseguivano i movimenti che stavano eseguendo loro. Più per curiosità che per altro, Emma iniziò a rallentare per cercare di comprendere ciò che vedevano i suoi occhi, si ripromise che avrebbe dato soltanto un’occhiatina veloce per poi rimontare a cavallo e allontanarsi velocemente da li, lo aveva sempre saputo quanto fossero fatali quelle acque, si ripeteva in un angolo remoto della mente..

Si inginocchiò sulle rive del lago, guardando il suo riflesso  attentamente negli occhi e facendo movimenti rapidi per verificare corrispondessero ai suoi, forse la pazzia iniziava a prendere il sopravvento pensò cinicamente Emma.. fece per andarsene quando, improvvisamente, la Emma del lago le sorrise, tese una mano invitandola a seguirla.. ciò colse Emma di sorpresa e si avvicinò sempre di più a quelle acque incantate, si alzò in piedi togliendosi il soprabito e rimanendo con una semplice sottoveste bianca si accinse a entrare in quelle acque, non le desiderava, voleva semplicemente scoprire cosa ci fosse oltre il suo riflesso, si ripeteva ormai non più troppo convinta..

Continuava a camminare mentre Feriadrol attendeva impaziente sulle rive del lago, un fiero cavallo bianco , con una folta chioma e due grandi occhi puri, era un destriero fedele con un anima avventurosa, non aveva mai indietreggiato di un passo di fronte a qualsiasi pericolo. Infatti se ne stava li, gli occhi fissi su Emma mentre nitriva allarmato, non capendo cosa stesse facendo lei..

Ormai persa in un mondo che non le apparteneva, Emma non sentiva più la ragione che le intimava di tornare indietro, voleva scoprire cosa ci fosse dietro quel riflesso sempre più a fondo, iniziava a non toccarci più, sapeva di dover scendere nelle profondità di quelle acque per ritrovare ciò che aveva da tempo perduto… Non pensò a niente mentre si immerse nelle acque del lago, il suo riflesso svanì e all’improvviso lo vide, Fabrizio se ne stava li, sorridente all’entrata di un varco, con la mano tesa, la stava aspettando.. Emma lo aveva finalmente ritrovato e aveva sempre pensato che lui fosse in pericolo, che sciocca, era lei che non aveva mai capito dove cercarlo allora.. lui era li a pochi passi da lei, sembrava troppo bello per essere vero, si avvicinava sempre di più, sopraffatta dall’emozione, aveva passato un’infinità di tempo immaginando questo momento.. Troppo perfetto per essere vero, gli occhi gli brillavano, il sorriso era splendente è vero, ma più lo guardava più non riusciva a capire cosa non andava.. la mano tesa era un chiaro invito, allora perché Emma dopo tanto cercare tentennava proprio adesso? Di cosa aveva paura?

Lo sapeva che sarebbe morta se sarebbe rimasta ancora un pò sott’acqua, sarebbe dovuta morire per ricongiungersi a lui? Era sicura avrebbe sfidato l’aldilà senza batter ciglio per lui.. ma era sempre stata sicura anche di un’altra cosa, che avrebbe sentito l’esatto momento in cui lui avesse lasciato questo mondo, per questo era sempre cosi speranzosa, perché ovunque fosse, lei sapeva che stavano guardando lo stesso cielo, lei poteva sentirlo a migliaia di chilometri di distanza, lei lo sapeva, che lo avrebbe rivisto in questo mondo, non le importava che lo avrebbe incontrato in centinaia di vite, lei sapeva che non era ancora scaduto il loro tempo in questa esistenza.

Quello non era Fabrizio!

Spezzò l’incantesimo, il volto del suo amato e ogni cosa bella intorno a loro iniziava ad assumere la propria vera forma.. indietreggiò, guardando quegli occhioni verdi mentre assumevano una sfumatura sempre più malvagia, c’era mancato davvero poco e prima che potesse tirare un sospiro di sollievo, la creatura del lago la prese per il polso, sussurrandogli “troppo tardi cara mia”.

Emma prese piena consapevolezza di stare per morire, poteva sentire i polmoni pieni d’acqua, ci stava provando davvero a lottare, con ogni briciolo di forza rimasto tentò di divincolarsi, ma la creatura era troppo forte e lei troppo debole, sentiva l’acqua bruciarle la gola, ogni cosa iniziava a scurirsi, riusciva solo a pensare che doveva uscire al più presto da li, doveva trovarlo assolutamente, lui doveva sapere..

Trascinata sempre più giu, la paura prese il sopravvento, le lacrime si confondevano con le torbide acque del lago.. quanto era stata stupida, pensò Emma, mentre nella sua mente chiedeva aiuto disperatamente a Fabrizio.. capendo che non c’era più nulla che potesse fare, piangeva per la sua amata terra che avrebbe voluto un giorno rivedere, per il suo amato cavallo, sapeva quanto avrebbe sofferto senza di lei, era sempre stato un destriero fedele, fin dalla sua più tenera età, ma aveva il cuore spezzato per Fabrizio, non lo avrebbe rivisto, le sue calde mani non avrebbero asciugato le lacrime sul suo volto se mai lo avesse ritrovato e tutto questo per colpa di un suo stupido errore.. sarebbe morta fallendo nell’unica cosa che aveva realmente importanza…

Smise di lottare, per quanto si fosse sforzata, non ce l’aveva fatta.. sentiva freddo ed era tutto buio intorno a lei.. chiuse gli occhi e mentre si preparava a morire sentì due mani che la strappavano alla presa della creatura, Qualcuno la teneva in braccio, ma forse era troppo tardi.. Il suo misterioso salvatore riuscì a farle espellere tutta l’acqua, si aggrappò dolorosamente alla vita, mentre vomitava acqua, un dolore atroce la pervase.. mentre piangeva disperata sdraiata sull’erba, non era mai stata più felice di ritrovarsi al sole, ce l’aveva fatta, chiunque fosse, l’aveva salvata, che lui avesse ascoltato le sue preghiere?

Pensò Emma..

lago-magico

 

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