Mia dolce Biancaneve..

Era una mite sera da agosto, come di consueto mi trovavo seduta su una roccia, in compagnia di Biancaneve, Dadino e una terza di cui ancora non ne conoscevo il nome. Tre splendidi pony la prima, la mia preferita, di carattere mansueto, mi stava di fronte e mentre mi guardava con i suoi occhioni dolci io ero solita appoggiare la mia fronte alla sua, darle qualche bacetto sul naso mentre le sussurravo parole dolci e lei sbuffava teneramente, finiva sempre col darmi qualche bacetto anche lei, alla fine. Poi c’era Dadino, da me soprannominato così per il colore bianco e nero a chiazze del suo manto, di carattere giocoso e un po’ dispettoso, molto protettivo nei confronti del terzo cavallino, di un colore marrone e la frangetta bionda, se ne stavano sempre insieme, Dadino sembrava quasi volesse consolarla, lei aveva perso da poco la sua mamma, portata via in poco tempo da una colica. Ogni tanto si avvicina a me e se non ho cibo sembra quasi volermi mordere, finché non alzo un po’ la voce o Biancaneve non si avvicina piano, così torna subito mansueto. 

    Ho il vago sospetto che la piccola marroncina non stia bene, da un po’ non fa che rotolarsi su se stessa e sono sinceramente preoccupata per lei.

    Mi sono parecchio affezionata a loro mi piace guardarli e scoprire sempre qualcosa di nuovo, sono fermamente convinta abbiano un anima pura questi animali, capaci a modo loro di dimostrare affetto, mi emozionano sempre tanto.. 

    Torniamo a noi, mentre mi trovavo seduta su una roccia, dopo aver coccolato i pony mi ritrovai sommersa nelle letture del mio libro, appena scorrevo con gli occhi le prime parole mi ritrovavo sommersa nel mistero di Julian Carax  e da lì mi estraniavo dal resto del mondo.. Giravo pagina per pagina, ritrovandomi nella vecchia Barcellona, preoccupata per come stavano evolvendo gli eventi per Daniel, fortunatamente alleggeriti dal suo compagno di avventure, Fermin..  Cercano di capire cosa sia successo a Carax, credo che lui sia ancora in circolazione, uno scrittore non muore mai davvero fintanto che i suoi libri non cadano nell’oblio, cosa direi impossibile, per un libro. Non ne esiste alcuno che non valga la pena di leggere, non esiste libro senza una storia da raccontare capace di insegnarci qualcosa.. pensavo questo mentre sorridevo, pagina dopo pagina…Ormai il sole iniziava a tramontare, alzai lo sguardo dopo parecchio tempo e non li vidi più, i pony erano spariti. Li avevo visti prima in una vecchio recinto che conduceva dall’altra parte ad un prato in salita, dove erano soliti stare gli asini.. Allarmata e senza pensarci vi entrai, chiamandoli intanto per nome, ero sinceramente preoccupata di non vederne nessuno dei tre, iniziai a salire mentre il sole iniziava a calare.. Lungo il sentiero trovai quello che sembra un teschio di qualche animale, ancora non ho ben capito cosa sia, ero in apprensione per Biancaneve e gli altri pony e mi sembrava di scorgere un movimento in alto, così continuai a salire… Non li trovai, ormai avrebbero già dovuto farsi sentire udendo il mio tono preoccupato, non sapevo se tirare un sospiro di sollievo o piangere mentre il sole era ormai tramontato e io mi ritrovavo in alto, in mezzo ad un prato completamente sola e al buio, con quella specie di teschio in mano.

    Mi preparai a scendere con la sola torcia del telefono, che stupida pensai, l’erba era scivolosa e ci mancava poco che cadevo di sotto facendomi parecchio male, sentivo i grilli tutt’intorno a me mentre l’inquietudine non mi abbandonava e mi distraeva dalla difficoltosa discesa. Un passo davanti all’altro, non è difficile mi dissi tentando di concentrarmi, lungo il perimetro c’era una rete a cui mi aggrappai almeno per non finire di sotto e riuscii finalmente a ritrovarmi sul sentiero.. per quanto il terreno e il telefonino in mano per la luce potessero permettermelo corsi verso la stalla, uscendo sulla via che conduceva a casa, mi inginocchiai col cuore a mille e ripresi fiato, alzai gli occhi che mi si riempirono all’istante di lacrime.

    Biancaneve e gli altri pony si avvicinarono a me, quasi che a sentire il mio chiamarli mi stessero aspettando. La abbracciai forte mentre dolcemente mi leccava la schiena, credo si fosse accorta delle mie lacrime perché non si mosse di un centimetro finché non mi calmai.

    Credo di aver trovato un amica nella mia dolce Biancaneve 🍎🐴

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