Lettera al mio amato scrittore.

Caro signor scrittore,

ho sempre pensato che un libro sia bello quando cominciando a leggerne le prime pagine ci si immedesimi in esso, lei per me ha fatto molto di più.

Fin da quando ho avuto l’età per iniziare a ficcanasare fuori dalla porta di casa e sognare di viaggiare in luoghi per me fantastici, Barcellona ha sempre avuto il suo fascino particolare, come si può leggere in molte ricerce in internet da me fatte, viene definita una città magica, misteriosa, che non la si scopre mai fino in fondo, una città che ti risucchia sia per la sua energia e vitalità quanto per l’immobilità dei vari patrimoni che contiene. E io, una ragazzina con una grande immaginazione e innamorata da sempre di quella fantasia che la magia possa esistere e si nasconda appena sotto la superficie delle cose, fantasticavo  di poter un giorno perdermi nei vicoli di quella grande città e dare finalmente un senso compiuto alle mie più fervide fantasie.

Intanto gli anni passavano e anche se non persi mai la mia immaginazione, nella mia vita da adolescente ribelle iniziai ad avere altre priorità, sviluppai una grande passione per la lettura fantasy, leggevo di tutto, avida sfogliavo quelle pagine e mi meravigliavo per l’ingegno avuto dallo scrittore per aver creato un cosi vasto mondo pieno di particolarità e fantasie e poi mi capitò quel fatidico libro sottomano.

Avevo sedici anni e mi trovavo a casa di mia zia con i miei genitori, un pomeriggio abbastanza noioso e furbamente mia madre mi consigliò di dare un’occhiata alla libreria degli zii, magari avrei trovato qualche libro da leggere, pensava lei. Ma cosa avrei mai potuto trovare in una libreria di due persone adulte? Sicuramente niente di fantasy, o almeno di avvincente, pensavo io.

Ed eccolo li, mi catturò subito la copertina raffigurante un lampione immerso nella nebbia, mi sono sempre piaciuti i lampioni, forse condizionata leggermente dalla recente lettura delle Cronache di Narnia, ne lessi il titolo: “L’ombra del vento”. Mi accoccolai sul divano ansiosa di scoprire se il libro fosse all’altezza delle mie aspettative..

Ci misi tre, massimo quattro giorni per finire quel libro e ancora ricordo le lacrime che versai quando girai l’ultima pagina, ricordo ancora il peso sul cuore quando scoprii che Penelope era morta  e quanto mi sentii angosciata quando Julian ne prese atto e poi diventò il malvagio misterioso del libro. Ricordo man mano che leggevo, quanto il mio cuore desiderava ardentemente che Julian trovasse alla fine pace e di come sussultava per ogni colpo di scena.

Quando lo finii ricordo di essermelo tenuto stretto fra le braccia per un pò pensando che non era possibile che lei, signor scrittore, fosse del tutto umano per poter scrivere un capolavoro del genere, di colpo sorrisi pensando che inconsciamente lei mi aveva appena confermato quello che già sognai da piccola su Barcellona, che fosse una città magica e intrisa di misteri. Lei che è stato capace di farmi affezionare al mio amato Julian, tanto da arrivare a considerarlo un amico nei miei viaggi mentali fuori dai confini della realtà e fino ad oggi ancora mi chiedo dove sia e che cosa stia facendo e se finalmente abbia alleviato un pò il peso che da sempre porta nel cuore.

Io la devo ringraziare signor scrittore perchè fino ad oggi, otto anni dopo la scoperta del suo meraviglioso libro, io non smetto mai del tutto di pensarlo e ogni volta che mi perdo un pò d’animo o non ritrovo il piacere della lettura in nessun libro io ripesco fuori il suo e mi perdo ancora un pò nei suoi viaggi. Credo di averlo riletto innumerevoli volte, ogni volta sorprendendomi di particolari che non colsi durante la lettura precedente e ogni volta emozionandomi nei punti più cruciali.

La devo ringraziare perchè sento questo libro parte di me e lei mi ha fatto venire voglia di condividerlo con i miei affetti più cari, se c’è un regalo che io possa fare alle persone a cui voglio bene per donargli un piccolo pezzetto di me, quello è senz’altro il suo libro.

Le dirò di più, una piccola particolarità che molto probabilmente la farà sorridere, per anni ho avuto paura di leggere altri suoi racconti tant’è che ho finito “Il gioco dell’angelo” circa un mese fa e ora sono immersa nel favoloso “Il labirinto degli spiriti”, regalatomi da una persona a me molto cara che sa quanto io ami i suoi libri e a cui avevo precedentemente regalato una copia de “L’ombra del vento”.

Che sia questo un caso? Lei ha creato un capolavoro con un’anima immortale, e come mi ha insegnato lei un libro rimane vivo fino a quando il ricordo alberga nel cuore di chi lo legge.

Non so se leggerà mai la mia lettera, immagino ne riceverà a migliaia da tutti i suoi fan, ma mi piace pensare che un giorno lei la aprirà e sorriderà delle mie parole.

Grazie Carlos Ruiz Zafón da Sharon, sua fedele e affezionata lettrice.

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